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BESTACK: 13 anni di studi e ricerche per l’ortofrutta di qualità
12/12/2016
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comunicato stampa

BESTACK: 13 anni di studi e ricerche per l’ortofrutta di qualità

Bestack è il Consorzio Nazionale No Profit promosso all’interno di GIFCO - Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato - e fondato dalle principali aziende specializzate nella produzione di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta. Raggruppa nove soci e rappresenta oltre il 95% della produzione italiana di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta.
Il consorzio nasce nel 2004 a Forlì, con l’obiettivo di fare ricerca, innovazione e promuovere l’impiego degli imballaggi in cartone ondulato al servizio dell’intera filiera, interpretando le esigenze degli utilizzatori e orientando il settore verso l’innovazione e l’ottenimento di elevati standard qualitativi per una maggiore competitività sul mercato.

Bestack ha creato uno standard dimensionale per i formati di imballaggio in cartone ondulato maggiormente utilizzati nella commercializzazione di ortofrutta che oggi è diffuso ormai all’80%. Il risultato è poter offrire alla filiera imballaggi dalla dimensione identica che semplificano la logistica, dai trasporti alla ventilazione in piattaforma. Non solo, Bestack garantisce la prestazione degli imballaggi attraverso la certificazione volontaria di prodotto. Parametri minimi di resistenza da rispettare verificati due volte all’anno con specifici audit, in tutti gli stabilimenti per tutte le produzioni. E poi tanta ricerca per continuare a sviluppare le funzioni dell’imballaggio e offrire servizi nuovi. In collaborazione con la GDO, ha reso centrale l’idea di una codifica cromatica delle confezioni a punto vendita, per provenienza, stagionalità e scala prezzo, stimolando il progressivo ripensamento dei lay-out dei reparti ortofrutta verso format più sensoriali oltre che più efficienti e performanti in numero di referenze a parità di spazio espositivo a terra. Tutto questo investendo costantemente sulla ricerca ambientale, sugli aspetti igienico sanitari legati all’interazione confezione/prodotto e sulle ricadute e sui benefici economici create sempre con il fine ultimo di portare innovazione al comparto produttivo e contribuire alla competitività dell’ortofrutta italiana: si ricordano, fra le altre, le collaborazioni messe in atto con WWF Italia, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Bergamo.

Di seguito le principali ricerche promosse dal Consorzio dal 2004 ad oggi, che dimostrano come gli imballaggi in cartone ondulato siano la soluzione ideale per movimentare frutta e verdura, sia dal punto di vista igienico-sanitario, che da quello della sostenibilità ambientale

  1. Analisi di impatto ambientale degli imballaggi e della distribuzione di ortofrutta in Italia - Politecnico di Milano - Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica - Il Consorzio Bestack ha affidato al Politecnico di Milano uno studio che portasse ad un'analisi LCA (Life Cycle Assessment) per due sistemi di imballaggio per ortofrutta. In particolare il Politecnico si è occupato di analizzare gli impatti ambientali legati ai sistemi distributivi che usano i due tipi di imballaggi in esame, superando la logica di concorrenza fra materiali ma cercando di individuare i parametri pertinenti per determinare l’impatto ambientale, confrontare i due sistemi nei vari scenari analizzati per valutare in quali condizioni l’uno e l’altro abbiano le migliori prestazioni ambientali, ovvero generino il minor impatto, individuare le maggiori criticità ambientali di ogni sistema per definire, in prima approssimazione, quali siano le direzioni progettuali perseguibili per rendere maggiormente sostenibile ogni sistema distributivo, fornire un modello generale per la raccolta dati e l’analisi del ciclo di vita dei due sistemi distributivi, creare la base di dati necessaria ad una successiva definizione delle priorità di intervento progettuale volto al miglioramento ambientale dell’uno e dell’altro sistema.
  2. Analisi Economica comparativa delle tipologie d’imballaggio nella filiera ortofrutticola: il caso piratico di una piattaforma distributiva - Università degli studi di Bergamo - Facoltà di Ingegneria – Lo scopo della ricerca è stato quello di analizzare lo scenario degli imballaggi per ortofrutta presso una piattaforma della Grande Distribuzione, valutare gli effetti dell’impiego dello standard Bestack sulla supply chain ortofrutticola e confrontare il costo differenziale dovuto all’utilizzo di imballaggi in cartone ondulato Bestack e imballaggi in plastica a sponda abbattibile.
  3. Analisi di impatto ambientale degli imballaggi e della distribuzione dei prodotti ortofrutticoli in Italia e in Europa - Politecnico di Milano – Prosecuzione studio “Analisi di Impatto Ambientale degli imballaggi e della distribuzione di ortofrutta in Italia”
  4. Analisi di impatto ambientale degli imballaggi e della distribuzione dei prodotti avicoli in Italia - Politecnico di Milano - Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica - Questa ricerca segue lo studio del Politecnico di Milano "Analisi ambientale del ciclo di vita di materiali e cicli produttivi per l'imballaggio nel settore ortofrutticolo", mantenendo lo stesso piano sperimentale, ma analizzando le specifiche dei principali sistemi di imballaggio nella commercializzazione di prodotti avicoli e di IV Gamma.
  5. L’utilizzo dei contenitori per i prodotti freschi dell’ortofrutta nel mercato italiano - Riflessioni ed indicazioni per effettuare scelte sostenibili - WWF Italia e WWF Ricerca e progetti - La prima collaborazione fra il Consorzio Bestack e WWF ha portato ad uno studio che valuta la sostenibilità degli imballaggi nella filera ortofrutticola italiana. E' stato analizzato l'impatto ambientale dei principali materiali per imballaggio valutandone la produzione, la logistica e lo smaltimento e utilizzando anche studi già presenti in letteratura, fra cui la ricerca del Politecnico di Milano "Analisi ambientale del ciclo di vita di materiali e cicli produttivi per l'imballaggio nel settore ortofrutticolo"
  6. Sistemi di etichettatura di impronta ambientale per il settore del packaging ortofrutticolo - Politecnico di Milano  - Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica – Osservando le esigenze dei consumatori si può notare come la sostenibilità ambientale stia guadagnando un ruolo sempre più importante nelle scelte di acquisto. Per questo motivo è stato intrapreso uno studio che propone l'introduzione di un sistema di etichettatura (Ecological Footprint) per comunicare l'impatto ambientale degli imballaggi. In tal senso si è mossa anche la Comunità Europea con l'introduzione delle etichette che indicano la classe di consumo energetico degli elettrodomestici, grazie alla quale viene trasmessa al consumatore un'informazione chiara e trasparente che lo aiuta in determinate scelte, e porta le aziende a puntare sulla produzione di elettrodomestici più sostenibili ed efficienti.
  7. Valutazione della qualità microbiologica degli imballaggi utilizzati per l’ortofruttaUniversità degli Studi di Bologna – Facoltà di Agraria – Dipartimento di Scienza degli Alimenti - Nel 2011 il Consorzio Bestack inizia una collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari dell'Università di Bologna al fine di valutare e migliorare l'impatto del materiale di imballaggio sui prodotti ortofrutticoli. Il primo studio effettuato ha comparato la contaminazione microbiologica di imballaggi per ortofrutta in cartone ondulato e in plastica riutilizzabile utilizzati nella distribuzione italiana. La ricerca ha valutato la qualità microbiologica degli imballaggi, per comprendere il rischio di contaminazione microbiologica della frutta, derivante dall'uso di un tipo di imballaggio, piuttosto che di un altro e in particolare sono stati comparati imballaggi in cartone ondulato con casse in plastica riutilizzabile. Infine è stata monitorata la qualità microbiologica dei medesimi imballaggi dopo un periodo di conservazione di diversi tipi di frutta.
  8. Water Footprint - Stato dell’arte, metodi e prime valutazioni d’impatto dell’imballaggio in cartone ondulato per l’ortofrutta in Italia - Politecnico di Milano - Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica - La Water Footprint è definita come la quantità di acqua dolce necessaria per produrre uno specifico prodotto ed è oggi un valore sempre più importante per determinare l'impatto ambientale e la sostenibilità del prodotto stesso. Uno studio di Assocarta ha misurato l’impronta idrica delle aziende italiane che producono cartone ondulato e ha messo in luce che dagli anni Settanta ad oggi questa si è ridotta dei tre quarti. Da questo Bestack ha promosso uno studio, condotto dal Politecnico di Miliano, che misurasse la Water Footprint degli imballaggi in cartone ondulato e l'impatto che questa ha sull'intera filiera ortofrutticola.
  9. Contributo dell’imballaggio alla contaminazione microbiologica dei prodotti ortofrutticoli - Università degli Studi di Bologna – Facoltà di Agraria - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari - Questa ricerca condotta dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, e dal Consorzio Bestack ha l’obiettivo di comprendere meglio il contributo dell’imballaggio alla contaminazione microbiologica dei prodotti ortofrutticoli, dando seguito agli studi iniziati con la ricerca del 2011 "Valutazione della qualità microbiologica degli imballaggi utilizzati per l'ortofrutta". In questo contesto per meglio comprendere le dinamiche dell’eventuale trasferimento dei microrganismi dall’imballaggio alla frutta, è stato effettuato un Challenge-test, che consiste nella deliberata contaminazione dell’imballaggio con cariche note di microrganismi noti. Nel caso specifico è stato considerato come microrganismo target un ceppo non patogeno di Escherichia coli e come frutta target le pesche, poiché altamente deperibili. Dopo un adeguato periodo di conservazione, il ceppo inoculato è stato ricercato direttamente nella frutta contenuta negli imballaggi appositamente contaminati, utilizzando tecniche di conteggio tradizionali in grado di differenziarlo dalla microflora endogena della pesca.
  10. Analisi della filiera di approvvigionamento delle aziende aderenti al Consorzio BestackWWF Italia e WWF Ricerca e progetti - L’ultima attività di collaborazione tra Bestack e WWF Italia si è concretizzata in uno studio di filiera che verificasse il trend del grado di impiego delle carte certificate da parte delle aziende facenti parte del consorzio che negli ultimi anni hanno ottenuto la certificazione FSC (ente non governativo che ha creato negli anni un sistema di controllo basato su stringenti regole di produzione e utilizzo del legname) e PEFC (marchio nato successivamente e creato dai gestori forestali europei). Le certificazioni di gestione forestale, infatti, garantiscono che la produzione di legno da cellulosa per l’impiego nell’industria cartaria prima, e nella produzione dell’imballaggio poi,  sia realizzata da foreste gestite in maniera sostenibile. Lo studio ha analizzato la quantità di carta certificata acquistata dalle aziende socie del Consorzio Bestack dal 2011 al 2013, verificando il trend di crescita e definedo gli obiettivi da raggiungere nel breve periodo per avere imballaggi sempre più certificati ed ecosostenibili.
  11. Interazione fra tipologia di imballaggio e shelf life del prodotto - Università degli Studi di Bologna - Facoltà di Agraria - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari - Quando gli imballaggi non vengono movimentati e stoccati in condizioni appropriate i livelli di contaminazione microbica possono aumentare drammaticamente incrementando il rischio di trasferimento di microrganismi degradativi, patogeni o tossinogeni ai prodotti confezionati. Tuttavia l’analisi critica della letteratura indica l’assoluta mancanza di dati sul ruolo effettivo dell’imballaggio come sorgente di microrganismi negli alimenti. Da tali premesse è nato lo stimolo per Bestack, in collaborazione con il Campus di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bologna, a contribuire al miglioramento delle pratiche di confezionamento con uno studio sull’influenza dei materiali di imballaggio sulla qualità microbiologica dei prodotti ortofrutticoli. In particolare con il presente studio è stato analizzato come la scelta di utilizzo di una tipologia di imballaggio rispetto ad un'altra, partendo da imballaggi con stesse condizioni microbiologiche e analizzandoli nelle medesime condizioni ambientali, possa influire sulla proliferazione di microorganismi degradativi sul prodotto ortofrutticolo contenuto.
  12. Miglioramento della qualità degli imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta: effetti sulla shelf-life e sulle caratteristiche sensoriali del prodotto confezionato Università degli Studi di Bologna - Facoltà di Agraria - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari - Lo Studio condotto dall'Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena, in collaborazione con il Consorzio Bestack mira a realizzare imballaggi innovativi in cartone ondulato in grado di aumentare la shelf life dei prodotti ortofrutticoli contenuti. La prima fase della sperimentazione si è concentrata sugli aspetti innovativi della produzione di cartone ondulato, e in particolare sulla definizione dei composti naturali antimuffa, con diversi gradi di quantità e concentrazione, da inserire nell’imballaggio. Successivamente sono stati analizzati in laboratorio gli effetti sulla frutta confezionata e il perdurare nel tempo di questi benefici. La seconda fase è stata l’applicazione a un caso reale e ha previsto la realizzazione di campioni di imballaggi innovativi e il loro utilizzo per il confezionamento presso uno dei principali produttori di frutta e verdura in Italia. I risultati ottenuti in questa fase hanno evidenziato che l’effetto degli antimicrobici permane da 15 a 30 giorni ed è legato alla loro volatilità. Inoltre è stato testato uno specifico prototipo di imballaggio innovativo per migliorare la shelf-life di mele e pere. Più specificatamente, in questa parte della sperimentazione sono stati considerati e comparati tre diverse tipologie di imballaggio in cartone ondulato: il tradizionale, il tradizionale innovativo e un imballaggio totalmente innovativo. Successivamente mele e pere sono state confezionate nelle tre tipologie di imballaggio presso uno stabilimento di lavorazione di frutta e verdura, secondo le modalità standard e in tempi diversi, al fine di valutare le potenzialità nel tempo delle tre tipologie. La frutta confezionata in tempi diversi e stoccata in differenti tipologie di imballaggio è stata mantenuta a temperatura ambiente presso il centro di confezionamento. A tempi prestabiliti, la frutta confezionata è stata sottoposta ad analisi microbiologica e a ispezione visiva. Inoltre sono stati allestiti alcuni panel test al fine di valutare eventuali differenze organolettiche tra la frutta stoccata in imballaggi tradizionali, tradizionali attivi e innovativi attivi.
  13. Imballaggi Attivi - Università degli Studi di Bologna - Facoltà di Agraria - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari - Lo Studio condotto dall'Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena, in collaborazione con il Consorzio Bestack verifica la rispondenza dei risultati di laboratorio sull'efficacia degli imballaggi attivi in cartone ondulato in un contesto reale. La sperimentazione durata 3 mesi ha considerato tre prodotti orotofrutticoli ad alta deperibilità, fragole, albicocche e nettarine, e le 4500 analisi effettuate hanno dimostrato che gli imballaggi attivi (additivati con una miscela di oli esenziali naturali) garantiscono un aumento della shelf life dei prodotti fino a tre giorni. Questo aumento della shelf life porta ad una riduzione degli scarti che va dal 8% al 10%, riduzione che applicata alla vendita di prodotti ortofrutticoli in Italia equivale a circa 750.000 tonnellate di prodotto non buttate. Oltre a questo è stata dimostrata la maggiore efficacia degli imballaggi attivi ad alte temperature che permette di contrastare gli effetti negativi dovuti al non mantenimento della catena del freddo.