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La certificazione FSC come strumento per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile
27/11/2017
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comunicato stampa

Fermare la deforestazione e puntare ad una gestione forestale responsabile sono azioni fondamentali per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, proteggere la biodiversità e sviluppare un modello economico sostenibile. Ora anche le imprese possono fare parte del cambiamento.

 

 

Rimini, 9/11/2017 – Le foreste come strumento essenziale per il futuro dello sviluppo sostenibile. Non solo per proteggere la biodiversità e i corsi d'acqua, ma per fornire materia prima per un'economia a basso impatto ambientale e proteggere allo stesso tempo i mezzi di sussistenza di milioni di persone. È questo il concetto chiave che riassume il tema del convegno “Foreste e obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La certificazione FSC come strumento per raggiungere gli SDGs (Sustainable Development Goals), svoltosi ad Ecomondo, evento internazionale dedicato all'efficienza energetica, uso e trasformazione delle materie prime e seconde e di materie prime rinnovabili.

 

Lanciati nel settembre 2015, i Sustainable Development Goals (SDGs) sono un insieme di obiettivi, traguardi e indicatori che gli Stati membri delle Nazioni Unite utilizzeranno per inquadrare i loro programmi e politiche nel corso dei prossimi 15 anni, con l'obiettivo di porre fine alla povertà e segnare un nuovo corso verso la parità, la prosperità, la pace e la sostenibilità sul nostro Pianeta. Sono costituiti da un insieme di 17 Obiettivi e 169 Target, pensati per sostituire il modello economico di crescita attuale con un nuovo approccio, che mira a promuovere economie e società sostenibili ed eque in tutto il mondo.

 

Davide Pettenella, Presidente di FSC Italia, intervenuto al convegno, ha dichiarato: “Parlare di foreste qui ad Ecomondo, in un contesto che mostra le buone pratiche nei confronti dell'ambiente e i nuovi modelli di gestione dell'economia, è un'ottima occasione. È importante focalizzare l'attenzione su questi temi dialogando anche con i diversi soggetti interessati alla gestione forestale sostenibile. Prendere come riferimento lo schema concettuale degli SDGs, e come questi si interfacciano con le attività forestali, funziona anche a scale inferiori e dà l'opportunità di arrivare alle aziende, orientandone l’approccio”.

 

Donato Speroni, Responsabile Redazione Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS), ha dichiarato: “Siamo tutti Paesi in via di sviluppo sostenibile; per questo in Italia è nata Asvis. Non partiamo da una situazione negativa. Da pochi mesi abbiamo una Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e abbiamo da poco presentato un rapporto sul Capitale naturale, oltre ad aver redatto un catalogo degli incentivi favorevoli e dannosi e una bozza di Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. L'Italia infatti sarà uno dei Paesi più esposti. La vera novità è che anche nel nostro Paese c'è una grossa mobilitazione delle imprese e della società civile. La sostenibilità non è solo un concetto ambientale, ma anche sociale”.

 

Antonio Pollutri, Responsabile Direzione Conservazione e Biodiversità WWF Italia, ha spiegato: “Il capitale naturale è ciò che supporta il capitale umano e il capitale costruito, che crea a sua volta il benessere condiviso dalla nostra società. Se il capitale naturale si deteriora, inevitabilmente ne risentono anche gli altri. Il benessere umano è infatti strettamente collegato al benessere degli ecosistemi”.

 

FSC ITALIA E GLI SDGs

È in questo contesto che il Forest Stewardship Council® (FSC®) ha scelto di supportare attivamente la formulazione degli SDGs e degli indicatori, così da aiutare gli attori coinvolti ad indirizzare le proprie azioni. La certificazione FSC, i suoi standard e pratiche possono essere infatti strumenti concreti ed efficaci per contribuire a raggiungere molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati delle Nazioni Unite.

 

Lo conferma Diego Florian, Direttore FSC Italia, che ha dichiarato: “FSC Italia lavora da 20 anni per fornire uno strumento praticabile ai gestioni forestali. Con l'introduzione degli SDGs possiamo valorizzare questi strumenti anche per le imprese. Grazie al meccanismo di tracciabilità il consumatore ha la garanzia che risalendo la filiera, si giunge ad una foresta certificata. La certificazione forestale è un ottimo indicatore per il progresso degli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma può anche contribuire in maniera decisiva su altri aspetti come la povertà, la fame, la parità di genere, l'acqua, l'energia, il lavoro, la produzione e il consumo sostenibili, l'energia, il cambiamento climatico, e la creazione di reti di alleanze. Oggi abbiamo identificato 11 Obiettivi e 35 Target in cui FSC fa davvero la differenza”.

 

LA CERTIFICAZIONE FSC NEL MERCATO

L'obiettivo di FSC è di diventare un brand globale, partendo dai propri valori ed individuando i principali target di consumatori per concentrare le proprie strategie e risorse. Per conoscere le tendenze del mercato e l'orientamento dei consumatori, FSC ha condotto una ricerca sui consumatori, in collaborazione con l'Istituto di Ricerca Internazionale Globescan. I risultati preliminari, presentati durante l'assemblea generale a Vancouver, hanno dimostrato che l'88% degli intervistati crede sia necessario preservare le foreste (in Italia cresce al 91%), mentre il 77% si aspetta che i prodotti in legno e carta venduti dalle aziende non stiano contribuendo alla deforestazione (nel nostro Paese la quota si alza all'87%). Numeri che confermano l'attenzione degli italiani ai prodotti che acquistano: infatti il 71% apprezza che le aziende siano trasparenti sulle origini delle materie prime e sulle modalità di produzione, mentre poco più della metà  (55%) legge sempre l'etichetta dei prodotti che acquista.

LE AZIENDE CHE CONTRIBUISCONO AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SDGs

Per rendere pienamente realizzabili gli Obiettivi  di sviluppo sostenibile, sarà necessario che società civile, mondo dell'impresa e l'utente finale uniscano sforzi e obiettivi.

 

A confermarlo è Michele Mastrobuono, Environment Director di Tetra Pak® Italia: “La nostra strategia di business interseca ben 9 degli SDGs, molti di questi legati alla sostenibilità. Per arrivare a realizzare questi obiettivi, dobbiamo ragionare in termini di filiera, ovvero dobbiamo pensare ad un modello di business collaborativo. In quest'ottica fornitori e clienti devono essere considerati  come partner, in modo che questi obiettivi siano duraturi nel tempo ed efficaci. Come Tetra Pak® abbiamo identificato 4 aree dove intervenire. La prima è l'approvvigionamento responsabile delle materie prime: oggi il 90% è certificato FSC, ma l'obiettivo è di arrivare al 100%. La sfida successiva sarà quella di sostituire la plastica con polimeri di origine vegetale. Mentre le altre due aree riguardano l'ottimizzazione dei processi e la protezione della risorsa idrica, tema che sarà fondamentale nei prossimi anni”.

 

Alessandro Vezzil, responsabile commerciale di AzzeroCO2 ha detto: “AzzeroCO2 interpreta gli SDGs come obiettivi di un percorso rivolto alle aziende che chiamiamo Green Way, per aiutarle ad individuare i key topics della propria strategia sostenibile, fino a compensare le emissioni di CO2 residue e comunicare in modo trasparente gli obiettivi raggiunti, consentendo di raggiungerei 17 SDGs stabiliti dalle Nazioni Unite”.

 

Walter Bertozzi, Marketing & Sales Sustainability Representative Sofidel Spa, ha spiegato: “La strategia di crescita sostenibile di Sofidel è in piena sintonia con la 'costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile per la popolazione e il Pianeta', finalità a cui guardano i 17 Sustainable Development Goals dell’ONU. Sofidel intende in particolare contribuire a perseguire l’Obiettivo 13 (Agire per il Clima), l’Obiettivo 7 (Energia pulita e accessibile), l’Obiettivo 3 (Salute e benessere), l’Obiettivo 6 (Acqua pulita e igiene) e l’Obiettivo 12 (Consumo a e produzione responsabili). A questo si aggiunge certamente l’Obiettivo 17 (Partnership per gli obiettivi) siamo infatti convinti che solo attraverso un lavoro congiunto istituzioni, imprese e società civile sia possibile orientare responsabilmente lo sviluppo”.

 

Claudio Dall’Agata – Managing Director Consorzio Bestack – “Bestack è nato per orientare ancor più il settore degli imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta verso l’innovazione e la ricerca. In questo solco da oltre dieci anni lavoriamo per promuovere progetti di sostenibilità crescente. Siamo stati i primi ad adottare lo schema di LCA di filiera con il contributo del Politecnico di Milano che ci ha consentito di comprendere le aree di miglioramento e al tempo stesso di dimostrare con il WWF che il cartone ondulato ha impatti ambientali inferiori a tutti gli altri sistemi di imballaggio. Da allora monitoriamo le carte vergini certificate usate dai nostri soci per fare imballaggi in cartone ortofrutticole che oggi superano il 90% del totale di cui FSC è lo schema prevalente con l’86%. Per questo per noi FSC è un partner ideale e da qui nasce l’idea della partecipazione congiunta a Ecomondo dove abbiamo presentato l’imballaggio attivo che riduce lo spreco alimentare per una sostenibilità a 360° fino a casa del consumatore.