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Report Kiwi: bene export e consumi ma le produzioni 2017 sono in calo
04/09/2017
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Continua con l’analisi sul kiwi l’osservatorio Bestack sui principali prodotti ortofrutticoli italiani.

Il kiwi è uno dei prodotti ortofrutticoli che ha risentito meno degli effetti del calo dei consumi. Come visto nelle news delle scorse settimane la produzione italiana è in constante crescita (rallentata solamente da fenomeni quali batteriosi e asfissia) e rappresenta al 2016 più del 60% delle produzioni dell’emisfero Nord, Cina esclusa (fonte CSO). Come sappiamo il Kiwi è un prodotto fortemente export oriented, infatti più del 70% delle nostre produzioni viene esportato, principalmente in Europa, dove i consumi di kiwi italiano nell’ultimo anno sono aumentati in media del 10%. Altro dato importante è l’aumento del valore delle esportazioni che nell’ultima campagna commerciale ha superato i 400 milioni di euro .

Sul fronte dei consumi interni nel 2016 sono state vendute più di 118 tonnellate di Kiwi, in linea con i consumi del 2015, anche considerando il prezzo medio.

Dunque il kiwi è un prodotto italiano che garantisce volumi sia sul mercato interno che in export e a cui il consumatore garantisce un alto valore aggiunto. Gli imballaggi in cartone ondulato concorrono in parte a creare questo valore aggiunto, infatti quello dei kiwi è un settore che ha scelto gli imballaggi in cartone ondulato per promuovere i propri prodotti e che riesce ad imporre questa decisione anche alla GDO. Un esempio virtuoso che potrebbe essere replicato per altri prodotti ortofrutticoli.

Per la prossima campagna di raccolta CSO prevede una forte battuta d’arresto al trend di crescita degli ultimi anni. Infatti la raccolta per la prossima campagna commerciale è stimata a 450 milioni di tonnellate, il 19% in meno rispetto al 2015/2016 e il dato più basso dal 2012. Tale arresto è dovuto a diverse cause nelle diverse zone produttive. In Piemonte il calo produttivo è dovuto alle grandinate dell’ultima estate che hanno rovinato le coltivazioni, in veneto la produzione è influenzata dall’asfissia radicale, mentre in Emilia Romagna, Basilicata e Campania è stato riscontrato un calo della produttività degli impianti.