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Osservatorio ortofrutta: Piccoli Frutti
12/02/2018
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I piccoli frutti, pur non movimentando volumi alti, sono la categoria di prodotti ortofrutticoli a più alto valore aggiunto in Italia.

Negli ultimi anni, secondo i dati Istat, in Italia sono stati fatti forti investimenti sulle coltivazioni di questi prodotti passando da 700 ettari coltivati nel 2010 a 1.200 ettari nel 2016.

Le produzioni seguono abbastanza l’andamento delle superfici, la produzione raccolta durante nel 2017 è cresciuta del 25% rispetto all’anno precedente e del 56% rispetto al 2010.

Per la prima volta nel 2016 non è più il Trentino Alto Adige la regione con la maggior superfice coltivata (250 ettari), con la Lombardia che registra 350 ettari di coltivazione a piccoli frutti.

In particolare dal triennio 2010-2012 al 2014-2016, scende la rappresentatività del Trentino Alto Adige, che passa dal 41% al 30% del totale ma cresce quella delle altre principali regioni; il Piemonte sale di un punto percentuale mentre si rafforzano gli investimenti in Lombardia, dal 21% al 24%. Un’altra regione che vede crescere l’interesse verso queste coltivazioni è il Veneto: nel periodo 2010-2012 occupava il 3% del totale mentre durante l’ultimo triennio raggiunge l’8% del complesso Italia. La Toscana, precedentemente inclusa in altre regione poiché rappresentava appena il 2%, recentemente guadagna due punti percentuali; infine, il Lazio sale dal 3% al 4%.

Per quel che riguarda le esportazioni italiane di piccoli frutti, nel 2016, si collocano attorno alle 4.000 tonnellate, +34% sul 2015.

Più evidente invece l’aumento del valore, che nel 2016 raggiunge i 26 milioni di euro (+38% rispetto al 2011). Il buon posizionamento del valore è imputabile all’aumento del prezzo medio annuo che raggiunge i 6,07 euro/kg. (+3% rispetto al 2011).

In calo invece i consumi domestici. L’analisi dell’andamento dei consumi elaborati da CSO su dati GfK riporta per il 2016 volumi pari a 5.535 tonnellate, si tratta del -2% rispetto all’annata precedente, che diventa un -27% se confrontato con i consumi del 2012 (i più alti degli ultimi 10 anni).

In termini di prezzo medio di acquisto i valori sono storicamente e stabilmente al di sopra degli 11 euro al

chilogrammo, si passa dagli 11,12€/kg del 2011 agli attuali 11,96/kg.