Tu sei qui

Previsioni consumi Coop: in aumento frutta e verdura
25/11/2018
-
news

Il presente non è dei migliori. I consumi di ortofrutta negli ultimi cinque anni hanno perso terreno, ma nei prossimi cinque potrebbero esserci le condizioni per invertire la tendenza. Gli italiani, secondo quanto emerge da una recente indagine dell'Ufficio Studi Coop, sono pronti a portare in tavola più frutta e verdura.

Ma torniamo per un attimo all'oggi. Secondo l'elaborazione del Monitor Ortofrutta di Agroter su dati Osservatorio Ismea-Nielsen, la frutta fresca (inclusa frutta a guscio e agrumi) rispetto al 2013 ha lasciato per strada il 4% dei volumi acquistati dagli italiani, mentre gli ortaggi freschi (inclusa IV gamma e patate) nello stesso periodo hanno perso il 6%.

Tra cinque anni, invece, gli italiani rinunceranno alle carni rosse preferendo un regime alimentare più vegetale. Lo studio Stili d'Italia, condotto da Italiani.coop, ha analizzato un campione di 7.000 persone tra i 18-65 anni, suddiviso regione per regione. E i risultati per il settore ortofrutticolo sono confortanti: è infatti emerso che la differenza tra chi dichiara un aumento di consumo e chi una riduzione è positivo per il 38% per la verdura (sia fresca che cotta) e per il 37% nel caso della frutta. Saldo col segno più anche per i legumi (27%). Il salutismo - evidenziano i ricercatori - sembra il mantra che imbandisce le tavole del Paese da qui ai prossimi cinque anni.

Lo studio Italiani.coop, poi, analizza le abitudini di consumo quotidiano degli italiani. L'analisi di mercato offre una panoramica sulle attuali scelte giornaliere: il 71% degli italiani consuma frutta tutti i giorni, il 65% verdura, il 54% pasta e riso, il 27% formaggi, il 16% legumi, stesso risultato per salumi e affettati; poi 13% carni bianche, 8% carni rosse e 7% pesce. Le regioni in cui la frequenza di consumo giornaliero della frutta è più alta sono Campania e Molise (75%), Sicilia-Sardegna (74%) e Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta (73%). Mentre per la verdura Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta ed Emilia Romagna con il 69%.