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Rapporto agrumi 2017
10/12/2018
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Gli agrumi rappresentano il 24% della frutta acquistata in Italia, dato che si mantiene stabile negli ultimi 5 anni ma che perde circa tre punti percentuali dal 2000. L’effetto della perdita di quota unito ai cali dei consumi di ortofrutta in Italia fa si che dal 2006 al 2017 le quantità di agrumi acquistate siano calate dell’ 9,6%.

L’arancia è l’agrume più acquistato in Italia, con un grado di penetrazione (percentuale dei consumatori ortofrutta che ha acquistato arance) dell’89,7%, dato rilevante ma molto al di sotto dei valori del 2009 quando il grado di penetrazione era del 97%. Il principale canale di acquisto delle arance è il supermercato (33%), seguito dagli store specializzati (22%), gli ambulanti (18%) e gli ipermercati (11%). La quota dei discount è del 10% ma negli ultimi anni guadagna costantemente quote di mercato.

Il secondo agrume più consumato sono le clementine che del 2006 al 2015 registrano un aumento delle quantità vendute di quasi il 10%.

I principali canali di vendita seguono lo schema delle arance con delle piccole variazioni delle quote di mercato: supermercati 36%, dettagliante specializzato 23%, ambulanti 17%, , ipermercati 11% e discount 9%.

I limoni sono un prodotto che ha risentito molto del calo dei consumi di ortofrutta. Nonostante il gradi di penetrazione sia rimasto sostanzialmente invariato e quindi il numero di famiglie che acquista limoni non sia calato significativamente, le quantità vendute si sono ridotte di più del 15% nell’ultimo decennio.

I canali di vendita principali dei limoni sono quelli della distribuzione organizzata nei quali vengono venduti il 68% dei limoni (supermercati 45%, discount 12%, ipermercati 11%). Fruttivendoli e mercati rionali si dividono il restante 32% di prodotto.

Gli ultimi agrumi considerati sono i mandarini e i pompelmo.

I mandarini hanno un grado di penetrazione del 57% e dal 2006 le vendite sono calate del 20%. Il grado di penetrazione dei pompelmi è molto inferiore rispetto agli altri agrumi analizzati, infatti solo il 17.5% degli consumatori di ortofrutta dichiara di acquistare questo prodotto. Per quanto riguarda le quantità vendute nell’ultimo decennio hanno registrato una diminuzione superiore al 30%.